
... sani momenti di autocritica... senza perdere mai la fiducia che quella casella venga riempita!
...perchè l'Italia è un paese che non finisce mai di stupire...
I Simpson sono travolti anch'essi della crisi dei mutui subprime; e nell'ultimo episodio emesso dalla tv americana Fox, perdono la casa perchè non riescono più a pagare il mutuo sull'abitazione, a Blood Feud 94 Evergreen Terrace. E così la parodia di un problema che riguarda migliaia di famiglie statunitensi irrompe nel più caustico e divertente cartoon sul mercato. Nell'episodio trasmesso domenica, la famiglia più strampalata d'America riceve una lettera che comunica la revisione dell'ipoteca a tasso variabile. La notizia arriva il giorno dopo una gigantesca festa di carnevale finanziata con un secondo credito richiesto proprio sulla casa.
Negli Stati Uniti, è infatti possibile ottenere un tipo di ipoteca chiamata «home equity» e che consente al proprietario di ottenere una quantità di denaro uguale a quella già pagata alla banca per la propria casa, se si ha bisogno di denaro incontanti. Una pratica scellerata che ha indotto in questi anni moltissimi statunitensi a utilizzare la propria abitazione come una sorta di 'bancomat'; ma proprio come nell'amara parodia, adesso la «festa» è finita e migliaia di statunitensi si trovano indebitati per un quantità superiore a quella richiesta inizialmente.
I Simpson scoprono dunque che la revisione dell'ipoteca ha "sparato" la quota di mutuo mensile a una cifra astronomica, impossibile da pagare; e il risultato è che perdono la casa in un'asta pubblica. L'acquirente è l'odioso vicino di sempre, Ned Flanders, che si impossessa della villetta monofamiliare per 101.001 dollari (79.200 euro) e l'affitta ai vecchi proprietari per non lasciarli in strada. L'episodio è una parodia di un problema che riguarda migliaia di persone negli Usa dove, secondo i dati del gennaio scorso, sono state pignorate 274.399 abitazioni -una ogni 466- il 18 per cento in più che nello stesso mese del 2008.

A lui non frega nulla di Eluana. A lui interessa affermare il principio che una sentenza definitiva può essere ribaltata per decreto, o per legge ordinaria, o per legge costituzionale. A lui non frega nulla della vita e della morte. A lui interessa compiacere il Vaticano con un decreto impopolare ma a costo zero, fatto già sapendo che il Quirinale non lo firmerà, dunque senza pagare alcun prezzo di impopolarità. A lui non frega nulla delle questioni etiche. A lui interessa coprire il colpo di mano contro la giustizia e la civiltà: i medici trasformati in questurini e delatori contro i malati clandestini; le ronde illegali legalizzate; le intercettazioni legali proibite; gli avvocati promossi a padroni del processo, che faranno durare decenni convocando migliaia di testimoni inutili per procacciare ai clienti ricchi l'agognata prescrizione; i pm degradati ad «avvocati dell’accusa», come negli stati di polizia, dove appunto la polizia, braccio armato del governo, fa il bello e il cattivo tempo senza controlli della magistratura indipendente; dulcis in fundo, abolito l'appello del pm contro l'assoluzione o la prescrizione in primo grado, ma non quello del condannato (non hai vinto? Ritenta, sarai più fortunato), sempre all'insegna della «parità fra difesa e accusa». Tutte leggi incostituzionali che, dopo il no del Quirinale al decreto contra Eluanam, hanno molte possibilità in più di passare. Per giunta, inosservati. Parlare di colpo di Stato è puro eufemismo. E poi, che sarà mai un colpo di Stato? Se la Costituzione non lo prevede, si cambia la Costituzione.
L'interruzione di procedure mediche sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico. Le decisioni vanno prese dal paziente o da coloro che ne hanno legalmente il diritto. Catechismo della Chiesa cattolica articolo 2278
Ecco come mi sento...